Tante diete… ma esiste quella perfetta?

Negli ultimi anni l’alimentazione sta acquisendo un’importanza sempre maggiore nella nostra vita quotidiana e numerosi studi scientifici hanno ormai dimostrato come la dieta possa avere una grande influenza sul nostro stato di salute o di malattia (pensiamo per esempio a patologie quali diabete e ipertensione).

 

Ma che cos’è la dieta? Non è, come si pensa spesso erroneamente, un regime ipocalorico volto alla perdita di peso. La dieta è semplicemente ciò che mangiamo ogni giorno, giusto o sbagliato, tanto o poco, ipocalorico o … non proprio!

 

L’uomo è un animale onnivoro da sempre, cioè si nutre indifferentemente sia di sostanze animali sia di sostanze vegetali. Tuttavia negli ultimi anni siamo venuti in contatto con diverse tipologie di diete, ognuna con le sue peculiarità e spesso molto diverse tra loro. Ma esiste una dieta perfetta o più giusta delle altre?

 

Analizziamo brevemente i modelli alimentari più comuni …

 

La dieta mediterranea si ispira all’alimentazione tradizionale dei tre paesi che si affacciano sul bacino mediterraneo: Italia, Grecia e Spagna. Questa alimentazione consiste in una dieta completa di ogni nutriente e al tempo stesso povera di grassi. La dieta mediterranea prevede il consumo di olio extra-vergine di oliva, spezie ed erbe aromatiche, frutta e verdura di stagione, latte intero, carne bianca, pesce e vino rosso a pasto (con moderazione), cereali integrali e legumi, questi ultimi due spesso abbinati assieme a formare sostanziosi e completi piatti unici.

La dieta dissociata è stata elaborata dal gastroenterologo americano William H. Hay e si basa sul principio che errate combinazioni alimentari possono rallentare la digestione, compromettendo la corretta assimilazione degli alimenti e causando numerosi disturbi soprattutto gastrointestinali. Questo regime alimentare prevede quindi di non abbinare nello stesso pasto carboidrati e proteine o frutti acidi, di consumare frutta e verdura in grandi quantità limitando nel contempo proteine animali (soprattutto carne) e grassi. Si dovrebbe inoltre dare priorità ai cereali integrali limitando tutti i prodotti eccessivamente raffinati e cercare di far trascorrere almeno 4 ore tra un pasto e l’altro.

La dieta iperproteica è quel regime alimentare che si caratterizza per un ridotto consumo di carboidrati abbinato ad un aumentato apporto di proteine e grassi. In questo tipo di alimentazione vengono limitati tutti gli zuccheri semplici e complessi (come pasta, riso, dolci, bevande zuccherate, …) mentre viene incrementato il consumo giornaliero di proteine animali e vegetali (carne bianca, pesce, uova, formaggi magri, legumi) e grassi (olio, frutta secca, latticini, burro). Normalmente viene consigliato di assumere durante la giornata una quantità di proteine pari al 15-20% del fabbisogno calorico giornaliero: nelle diete iperproteiche questa percentuale può arrivare anche al 25-30% con un conseguente aumento dell’attività renale dovuto all’eliminazione di una maggiore quantità di scorie azotate (che derivano proprio dalla demolizione delle proteine alimentari). Pertanto questo tipo di regime alimentare non può prescindere da una corretta idratazione (almeno 2-2,5 lt di acqua al giorno) che favorisca l’eliminazione dell’azoto attraverso l’urina e rimane controindicato in caso di patologie epatiche e renali.

All’interno della categoria di “dieta vegetarianavengono raggruppati diversi modelli alimentari a cui ci si può accostare per le più svariate motivazioni (etiche, salutiste, sociali, ecologiche, …). La dieta vegetariana “classica” vieta il consumo di carne e pesce mentre consente il consumo di prodotti di derivazione animale come uova, latte e derivati, miele e di tutti i prodotti vegetali (dieta latto-ovo-vegetariana). La dieta vegana, che appartiene sempre alla famiglia delle diete vegetariane, vieta invece qualunque prodotto di derivazione animale, incluse uova, latticini e prodotti dell’apicoltura (dieta vegetariana stretta o vegetaliana). Se non calibrati correttamente questi regimi alimentari possono portare a carenze di ferro (anemia), vitamina B12 (presente esclusivamente nei prodotti animali), calcio e vitamina D (soprattutto nel caso dell’alimentazione vegana).

 

I regimi su cui ci si siamo brevemente soffermati sono molto diversi tra loro e non possiamo dire che ce ne sia uno migliore o peggiore di un altro A PRESCINDERE. Qualunque sia il modello alimentare che decidiamo di adottare dobbiamo sempre tenere presente le esigenze del nostro organismo e capire esattamente ciò di cui ha bisogno. Questo ci permette sia di ottenere il meglio dal cibo che mangiamo sia di non causare danni al nostro corpo, mantenendolo il quel prezioso e delicato equilibrio che è nostro dovere proteggere a qualunque costo.


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